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Appignano del Tronto

Pur se ormai privo della grande cerchia muraria, dei bastioni, delle porte che furono travolte da una frana alcuni secoli fa, mantiene quasi inalterate le sue caratteristiche di castello medievale. L’assetto urbanistico si sviluppa su tre vie principali per tutta la lunghezza dell’ovale, intersecate da viuzze e strade tortuose, le caratteristiche rue tra le quali si vive un’atmosfera piena di ricordi e di storia.

La mancanza di dati storici certi ed attendibili, non permette di risalire alle origini certe di Appignano del Tronto. Sembrerebbe che questo antico Castello fosse fondato da un famiglia Romana (Appia o Appiana) venuta ad Ascoli dopo la Guerra Sociale. Era già molto forte nel secolo IX. Nel secolo XII fu ricondotto sotto la Signoria Ascolana e date le sue caratteristiche: forti mura, solidissimi fortilizi in grado di rintuzzare i più vigorosi assalti, era considerato una sentinella avanzata contro le frequenti scorrerie Fermane e le incursioni dei Saraceni.

Ad Appignano vi sono monumenti ed opere d’arte di notevolissimo interesse: La chiesa di S. Giovanni Battista di stile Romano – Gotico, eretta nella prima metà del 1300 e poi modificata, all’interno il pregevole dipinto raffigurante la Pentecoste di Simone de Magistris (1584), e la Croce astile (sec. XV), la Chiesa di S. Michele Arcangelo del secolo XV, all’interno la tavola del Pagani (1539) che rappresenta l’Assunzione della Vergine ed il reliquiario della Santa Croce, infine la chiesina rurale dell’Assunta.

Tra le attività economiche, importantissima l’agricoltura, senz'altro la risorsa principale di questo territorio. Vite, olivo e zootecnia rappresentano la base della produzione agricola. Per la posizione delle dolci colline riparate dai venti e bene esposte al sole i vigneti rappresentano la coltura più interessante e suscettibile d’altri sviluppi, infatti la zona è classificata per la produzione di vini DOC Rosso Piceno, Rosso Piceno Superiore e Falerio.

Il patrimonio bovino, prevalente di razza Marchigiana è tra i migliori della Regione. Per l’artigianato ricordiamo la produzione di delicatissimi pizzi al tombolo vanto delle donne Appignanesi. Tra le manifestazioni che richiamano da tempo un folto numero di persone, c’è la festa di S. Giorgio (23 Aprile) Patrono del Comune con sagra del prosciutto e delle olive fritte.

Ai turisti ed a tutti quelli in cerca di pace e riposo consigliamo una visita ad Appignano. Posizione incantevole: panorami vari e bellissimi con colline fertili e maestose da una parte e l’orrido dei calanchi dall’altra.

 

Santo Patrono: 

Feste e Sagre: 

Luoghi da visitare: Chiesa di S. Michele Arcangelo, Chiesa di S. Giovanni Battista, Chiesa di Santa Maria del Piano Santo

Strutture Ricettive:

 

L' ANTICO CASTELLO 

A chi giunge dalla Salaria, Appignano del Tronto non offre segni di architettura militare significativi di quello che fu un potente castello medioevale, come risulta dai documenti e da una preziosa pianta seicentesca disegnata dal Fabiani. L’ incessante lavorio della natura ha, infatti, demolito i settori fortificati sud-est e sud-ovest, mentre l’opera dell’uomo ha compiuto quanto il tempo aveva risparmiato dei fronti nord-ovest e nord-est.

Il primo documento sin qui noto data 1185 e ricorda la donazione fatta dai fratelli Giacomo e Transarico di Transarico al vescovo Presbiterio di Ascoli e alla sua Chiesa.

Verso la metà del XIII secolo, per effetto del declino del potere del Vescovo - conte, il castello di Appignano si avvia a diventare Comune espandendo i suoi confini territoriali.

Nel 1237 Rainaldo Boderoccio ricevette dal vescovo Matteo l'utilizzo di vassallaggio sugli abitanti del castello di Appignano.

E’ del 1291, infine, l’atto di sottomissione del castello al Comune di Ascoli diventando il primo castello di I grado dello Stato di Ascoli (Archivio Storico di Ascoli Piceno Archivio storico Comunale Registro 333 circa fine del 1500). A prova dell’importanza del castello ai primi del quattrocento è menzionato il cassero nel quale la città inviava il suo castellano (è da notare che in nessun castello della valle del Tronto è documentata l’esistenza di una tale struttura). Nei rogiti si fa spesso riferimento a strutture particolari del castello come per esempio la presenza di una torre di comando iscritta nel recinto fortificato, probabilmente identificato col mastio del cassero e l’esistenza di due antiche porte castellane alle quali si era aggiunta nel XVI secolo la terza “porta nova”.

Il Cassero di Appignano cessò il suo ruolo storico di pedina dello scacchiere difensivo nella seconda metà del Cinquecento. E' con l’assenza di un presidio militare vennero meno anche i lavori di manutenzione, tantochè, nel 1561, i corpi di fabbrica della rocca iniziarono a crollare.


Nel 1889 è già stata abbattuta la Porta da Capo sulla quale capeggiavano tre stemmi in bassorilievo recentemente recuperati e collocati nell’androne del palazzo comunale (foto 3 e foto 4). Si tratta di due scudi  gotici con emblemi medievali d’Ascoli Piceno e di Fermo e dello stemma bandierale appignanese riproducente il miles con gonfalone, che la tradizione locale, identifica con S. Giorgio.

Fotografie:

Foto 1 - 2 Foto d'epoca

Foto 3: Pianta disegnata del Fabiani nel '600

Foto 4: Stemma Topografico sannitico antico di Ascoli Piceno sistemato nella porta NO del Castello secolo XV;

Foto 5: Stemma Bandierale del sec. XV raffigurante S. Giorgio a cavallo con gonfalone già sistemato nella porta NO del Castello.

Bibliografia:

  • Appignano (Castrum Aponiani) di Emidio Santoni, Castelli  Rocche Torri Cinte fortificate delle Marche I Castelli dello Stato di Ascoli di Maurizio Mauro Volume IV Tomo Primo, Istituto Italiano dei Caselli Adria Press s.n.c. Ravenna