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ARQUATA DEL TRONTO Coordinate: Latitudine 42°46'24"96 N Longitudine 13°17'49"92 E Altitudine: 777 m s.l.m. Nome abitanti: arquatani Prefisso telefonico: 0736 CAP: 63096 Posizione: Sede del Comune di Arquata del Tronto. Il capoluogo sorge sopra un colle, in posizione strategica e di dominio rispetto alla vallata e alla Strada Salaria sottostante, L’imponente castello della Rocca, una fortificazione d’origine duecentesca, sovrasta il paese con le sue torri. Toponimo: Il nome deriva dal termine latino arx, altura fortificata, per la sua Rocca. Altri fanno derivare il toponimo dal termine arcuata, riferito ad una non meglio specificata grotta Luoghi di interesse:Tra le costruzioni di maggior interesse storico ci sono: 1: CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA
E’ la chiesa parrocchiale di Arquata del Tronto ed è posta all’interno del paese su uno slargo che conduce alla Rocca. L’edificio ha una sola navata, con tetto a capanna, una cantoria ed eleganti altari lignei. Sull’altare principale una tela del sec. XVI raffigurante l’Annunciazione e a lato , sistemato su un concio di arenaria un prezioso crocifisso
2: IL CROCIFISSO LIGNEO
Opera di stile bizantino fatta dalla collaborazione di due religiosi benedettini Fra’Raniero e Fra’Berardo che l’hanno firmata alla base. La figura del Cristo è molto stilizzata; presenta, una rigidità sia nelle braccia che negli arti inferiori, tipica dell’arte popolare di quell’epoca. Anticamente era conservato nella chiesa di S. Salvatore di Sotto ad Ascoli Piceno. Durante una scaramuccia avvenuta nel 1680 tra ascolani e arquatani, quest’ultimi avevano inseguito tutti gli assalitori fin sotto le mura della città e avevano asportato dalla suddetta chiesa il crocifisso per avere un trofeo da esporre come segno di vittoria. Gli ascolani inseguirono gli arquatani e li raggiunsero in una zona chiamata “Piè di Sanguinaia” tra Favalanciata e Trisungo. Nel corso dello scontro il simulacro fu appoggiato ad una quercia. A questo punto la storia diventa leggenda; miracolosamente i rami della quercia si abbassarono, come a proteggere gli arquatani. Questo segno fu interpretato come una volontà divina che il crocifisso rimanesse tra i monti , tanto che gli ascolani abbandonarono la lotta. 3: LA ROCCA D'ARQUATA DEL TRONTO
Una leggenda narra che la sovrana attirava i pastori nella sua stanza in cima alla torre più alta con la promessa di una notte d’amore. Dalle qualità delle prestazioni amorose dipendeva però il loro destino: se insoddisfatta, la Regina faceva appendere alla torre il malcapitato.
Tra il XIV e il XV sec. dovendo presumibilmente assicurare una maggiore efficienza alla struttura difensiva, si realizza la torre nord, a base quadrata di 7x7 m. con un’altezza di metri 24. La torre, elemento imponente nella fortificazione, si raccordava verso sud con il torrione esagonale mediante una doppia cinta muraria che delimitava un grande spazio interno di forma rettangolare delle dimensioni di m. 21x24. Dall’esame della documentazione storica e dei reperti in sito, si deduce che all’interno di questo “piazzale vi dovevano essere diverse costruzioni che consentivano a decine di persone di poter abitare per mesi la Rocca. Un’indicazione in tal senso viene fornita dalle rubriche degli Statuti comunali di Norcia che trattano dell’elezione dei castellani d’Arquata (1428) dove si dice tra l’altro che i due “castellani con otto soci dovevano, da ottobre a marzo rimanere chiusi dentro la Rocca e uscirne solo per casi di provata necessità”
Questo torrione, che raggiungeva un’altezza di 12 metri, era al suo interno completamento costipato di terra e accoglieva a livello delle merlatura nell’ampio terrazzamento, pezzi di artiglieria. Dal torrione circolare oggi rimangono solamente alcune murature di fondazione, riportate alla luce dei recenti lavori di restauro. L’intervento di restauro e valorizzazione, a cui è stata sottoposta la Rocca, risulta oggi ornai quasi del tutto ultimato. Esso, sotto il controllo della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici delle Marche, ha riguardato dapprima il risanamento di tutti gli elementi murari del castello e della cinta, e quindi la realizzazione nel vasto cortile interno, di una sala con caratteristiche di polifunzionalità. Durante i lavori di restauro uno scavo condotto nella corte restituì un bassorilievo araldico datato 1389 appartenuto al nobile guerriero Sinibaldo Cancellieri di Pistoia, come da iscrizione celebrativa in caratteri gotici. Gli emblemi del capo dello scudo sono stati intermente scalpellati, sfregio politico riconducibile all’onnipotenza napoleonica all’onnipotenza napoleonica che, nel suo delirio, avrebbe distrutto nei luoghi pubblici gli stemmi comunali, gentilizie e pontifici, sostituendoli con quelli francesi e altri simboli della Repubblica Romana. La presenza dello scudo nella rocca era dovuta al fatto che vi era l’usanza di incastonare nelle mura delle fortezze gli stemmi dei castellani che le presidiavano per conto della Santa Sede.
4: MUSEO D’ARTE IMMANENTE Arquata del Tronto non è solo celebre per le bellezze storiche sparse come pietre preziose sul manto verde del suo territorio… In una terra dove possiamo ammirare il passato dei “secoli bui”, rappresentato in tutto il suo splendore dalla Rocca e arricchito dalla Sacra Sindone così come dalle rievocazioni di antiche battaglie, è possibile anche immergersi nel mondo dell’Arte Moderna. Ci viene incontro Diego Pierpaoli, padre della corrente artistica che prende il nome di “Immanentismo”. Il movimento, fondato nel 1973, è rappresentato ai massimi livelli dal “Museo d’Arte Immanente” che raccoglie tutte le opere più importanti dello stesso Pierpaoli e degli altri rappresentanti dell’Immanentismo. Il museo, situato nel centro storico d’Arquata, ci permette un viaggio ulteriore all’interno di un’Arquata che non ci aspettavamo: le sue opere ci sorprendono e trasportano per le varie stanze che prendono il nome degli artisti più conosciuti. E magari, se verrete a visitarlo di persona, avrete anche voi la fortuna di conoscere Diego Pierpaoli, maestro d’arte e di vita… Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.arteimmanente.com
Bibliografia:
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