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Castel San Pietro PDF Stampa E-mail

Da “Flash il Mensile di vita Picena” n. 118 del GENNAIO 1988 di Luigi Girolami

Da Castelli, Rocche Torri cinte fortificate delle Marche “I Castelli dello Stato di Ascoli” Volume IV Tomo Primo di Maurizio Mauro


 

Sul punto più culminante del suo territorio si ergeva “Belvedere”, oggi Castel san Pietro, antichissimo castello poggiato su solide basi rocciose e cinto di validi muraglioni.

Nel secolo scorso esisteva ancora, benché consunte e sgretolate dal tempo le mura castellane e l’antico ingresso del feudo: poche vestigia, in vero, ma abbastanza chiara per ricordare ai suoi cittadini l’esistenza ormai spenta di un antico e forte paese.

Il catasto del 1381 fornisce molti dati sul castello chiamato Castrum Sancti Petri  Appartenne alla dinastica famiglia dei Saladini e nel 1301 fu acquistato dalla città d’Ascoli.(1)

Il contado comprendeva le seguenti ville, che formavano la sua giurisdizione: Tavernelle, Appoiano, San Silvestro, Poggio, Caprignano e Palmiano, che oggi è appunto capoluogo del comune.

Castel San Pietro era dunque un castello di II grado molto importante e veniva retto da un podestà nominato dal Comune di Ascoli, cui erano stati conferiti poteri e responsabilità ben precisi. La sua stabile dimora era il palazzo costruito per l’esercizio dell’attività amministrativa.

Nel 1351 Castel San Pietro si ribellò al tiranno Galeotto Malatesta di Ascoli, che assediato dal suo esercito, si arrese dopo cinque giorni. Nel 1543 capitò che invece Paolo III decidesse di togliere ad Ascoli la giurisdizione su Castel San Pietro in punizione dell’imboscata che i ribelli montanari avevano teso al suo commissario Niccolò Ardighelli. Il castello però tornò sotto il dominio di Ascoli subito dopo pochi mesi.

Nell’ultimo decennio del secolo XVI, i banditi di Marco Sciarra cominciarono a spingersi nel territorio ascolano con l’intento di istigare il terrore mediante saccheggi.

Nel 1612, quando il fenomeno del banditismo era stato ormai represso, Castel San Pietro ebbe il suo nuovo statuto. Nel frontespizio dello statuto, all’interno di una cornice miniata da simboli vegetali, sono riprodotti la veduta del castello, lo stemma di Ascoli, il trigramma di S. Bernardino da Siena e lo scudo accartocciato di Castel S. Pietro contenente in campo bianco un castello sormontato dal principe degli apostoli.

La raffigurazione del castello comprende altresì una chiesa (S. Pietro) e due torri extra moenia.

Nella seconda metà del XVIII gli smottamenti del terreno fecero camminare verso valle l’antica chiesa romanica di S. Pietro determinandone la sua scomparsa. Poi sarà la volta della struttura muraria che verrà sfruttata come cava di pietra.

Nel 1798, sesto anno dell’era repubblicana, Castel San Pietro fece parte del Dipartimento del Tronto (suddivisione territoriale propriamente imposta e decretata dai Francesi) la quale dipendeva dal Cantone di Amandola.

Nel 1808, con l’ammissione delle Marche al Regno d’Italia, Castel S. Pietro concluderà inesorabilmente il suo ruolo di Comune a favore di Venarotta. Nel 1815 sarà invece frazione di Comunanza e dal 1818 di Palmiano

(1)Archivio di Stato di Ascoli Piceno Archivio storico Comunale Registro “Quinternone” Carta 62RV