| Castignano |
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Coordinate: Latitudine Longitudine 13°37'37.79"E Altitudine: 475 m s.l.m. Nome abitanti: castignanesi Prefisso telefonico: 0736 CAP: 63072 Posizione: Sede del Comune di Castignano Toponimo: Il nome deriva dal termine latino Eventi e Feste Templaria Luoghi di interesse:Tra le costruzioni di maggior interesse storico ci sono:
1. CHIESA DEI SS. PIETRO E PAOLO E’ situata nella parte alta del paese, il nucleo primitivo risale al sec. XI, ma la sua struttura attuale è del Trecento. Costruita in laterizio secondo di caratteri romanico – gotici. La facciata spoglia è abbellita da quattro lesene in lieve sporgenza di cui due grandi nella parte esterna e due nella parte interna. Al centro si apre un portale in terracotta, costruito da tre archi sovrapposti e adorno di formelle in cotto. Sopra il portare la facciata è arricchita da un rosone in travertino, a raggi di colonnette, nel cui centro vi è raffigurato il Redentore. Accostata al fianco sinistro della facciata vi è la robusta torre campanaria alta 30 metri del trecento. 1.1 IL CORO LIGNEO Il coro ligneo della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo è un’opera pregevole dell’arte gotica della seconda metà del quattrocento di Apollonio da Ripatransone. Si compone di spalliera rettangolare, decorata da fogliame intagliato con multiforme disegno e da agili colonnine a spirale che sostengono il sedile. Ogni stallo è separato dall’altro da ariosa voluta di foglia d’acanto. 1.2 LA CRIPTA DELL’ADDOLORATA Risale al periodo farfense e si estende sotto circa la metà della Chiesa, è a navatelle divise da tozze colonnine in pietra e da pilastri quadrati in laterizio, che sostengono volte a crociera. La cripta doveva essere affrescata; ne restano alcuni affreschi molto pregevoli. Sulle pareti si aprono due nicchie affrescate; la prima è opera di un interessante pittore crivellesco Pietro Alemanno, la seconda è del pittore Vincenzo Pagani (Monterubbiano 1490-1568). L’edicola di Castignano del Pagani raffigura nella parte centrale la Vergine col Bambino tra Sant’Giuseppe e Sant’Antonio da Padova; nell’intradosso dell’arco entro finte nicchie lapidee si evidenziano le figure di San Rocco e di San Sebastiano che fanno ritenere che l’affresco era stato commissionato in occasione della pestilenza che colpì il Piceno fra il 1527 – 1530. Lo stile corrisponde alla fase matura dell’attività del Pagani: la Vergine dal volto pieno e tondeggiante ed il Bambino colto in posizione dinamica verso San. Antonio rivelano una chiara ascendenza raffaellesca. 1.3 L’ AFFRESCO DEL GIUDIZIO UNIVERSALE
La riscoperta dell’affresco raffigurante il Giudizio Universale nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Castignano si deve ad un intervento congiunto fra la Soprintendenza di Urbino e quella ai Beni Ambientali e Architettonici di Ancona condotto fra gli anni ’90 e ’93. L’affresco di Castignano ha affinità artistiche con quello presente nella Chiesa di Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino (PE). L’artista è stato influenzato da altri artisti quali Giotto e Luca Signorelli, ma egli è anche consapevole della lunga tradizione letteraria e figurativa che risente dei testi dell’Antico e del Nuovo Testamento, delle opere dei Padri della Chiesa e della Divina Commedia di Dante Alighieri, usata per la rappresentazione delle scene infernali. L’autore non si è limitato a raffigurare la resurrezione dei morti e i supplizi dei dannati ma ha corredato le scene di scritte e didascalie in latino o in volgare che chiariscono le immagini. La lettura delle scritte è stata realizzata col sistema della riflettografia a raggi infrarossi. Molte delle scritte sono andate perdute insieme alle immagini però quello che si è riuscito a leggere ha consentito un’ interpretazione completa e corretta delle immagini e sul nome dell’autore “Artista di Loreto Aprutino”. L’affresco viene concepito dall’autore come una narrazione in cui si susseguono vari momenti che descrivono il destino delle anime dopo la morte. Il complesso impianto compositivo presenta, in alto la figura del Cristo Giudice seduto in trono circondato da Angeli, Santi, Martiri ed Apostoli. Gli Angeli tubicini svegliano i morti che, usciti dalle tombre tra fiere dantesche, si presentano a San Michele che le pesa davanti a San Giorgio. La parte più affascinante è costituita sicuramente dalle scene infernali in cui varie categorie di peccatori subiscono l’eterno supplizio in base alla regola dantesca del contrappeso. LE DIDASCALIE Sopra l’immagine di un defunto che esce dal sepolcro è possibile leggere la scritta [---t]avernaro La scritta fa riferimento agli osti disonesti. L’omo che(e) fa v(er)gogna alla molg[e] (?) Chi caccia li termini “Terminus” in latino significa “confine”. Il peccato qui rappresentato riguarda coloro che invadono in modo fraudolento il territorio del proprio confinante. La scritta Vanagloria si trova sotto ad una donna dall’acconciatura molto elaboratoa che avvolta dalla fiamme si specchia è il peccato della lussuria. Più in alto compare un gruppo di dannati che, nell’atto di tapparsi le orecchie, viengono tormentati da un demone. L’indicazione didascalica recita: A lu tartaro l’abitazione te festi . Secondo la tradizione classica il Tartaro si identifica con l’Inferno. Merciaro è la didascalia che sta sopra un gruppo di dannati con la schiena curva, indica il commerciante che si arricchisce in modo illecito. Da questa prima lettura si desume che l’affresco presenti una sorta di decalogo dei peccati che si verificano in una comunità. Queste scritte erano un monito per tutta la comunità e riflettevano i comportamenti e la morale dell’epoca. In una bolgia si legge il nome di Alchindi , filosofo e naturalista arabo del secolo IX condannato come eretico dalla Chiesa. La presenta del termine Cataro fa riferimento al movimento ereticale nato in Francia nel XI secolo. Il nome di Astaroto è posto accanto ad una figura demoniaca dalle cui orecchie fuoriescono fiamme di fuoco. Nel medioevo Astarotte era ritenuto un diavolo esperto di teologia e filosofia, pronto a prestare i suoi servigi. Segue poi la teoria delle anime che si avviano ad attraversare il ponte del purgatorio. Sotto il ponte c’è una scritta: “ chi da lu ponte passa nella lumera (?) nassce (!) ossia chi attraversa il ponte rinasce nella luce. Una volta superato il ponte, i risorti devono affrontare la prova della bilancia. San Michele stabilirà, a seconda del peso, se il destino del risorto è la letizia del Paradiso o la dannazione eterna. Una scritta è posta sotto la figura di S. Michele. [ A(n)i(m)e (?) ite] i(n) purgatoriu(m) [ubim]eli(us) (?) purgate peccata vestra et demu(m) ad [ga]uden(dum) c(um) eis int(ra)te in cui è da riconoscere chiaramente l’esortazione data alle anime a non disdegnare un piccolo tempo da passare in Purgatorio per espiare i peccati e poter così godere insieme ai beati. Il trionfale ritorno di Cristo Giudice domina la parte superiore dell’affresco. La sua rappresentazione è ispirata al passo evangelico di San Mattero che descrive il secondo avvento del Signore, in cui gli angeli, al suono della tromba, raduneranno i risorti. Nell’affresco, due angeli, uno alla destra l’altro alla sinistra di Cristo suonano una tromba e sorreggono dei cartigli. Sul cartiglio dell’angelo di destra, in corrispondenza dell’Inferno, è scritto: Ite maledicti in ingiem eternum (Andate voi che siate maledetti verso il fuoco eterno). Lo stesso Angelo poi sorregge un cartiglio dove si legge: Surgite mortui venite ad iuditium (Risorgete voi che siete morti e venite ad essere giudicati). Il cartiglio dell’angelo di sinistra in corrispondenza della Torre del Paradiso reca invece la scritta: Ite benedicti Percipite regnum (Venite anime beate a far parte del regno dei cieli). Entrambe le frasi sono tratte dal San Matteo. Nella parte terminale del dipinto è infatti visibile una banda di color ocra che percorre tutta la parete e in cui rimane traccia di un testo che contiene il nome del committente, dell’autore dell’opera e la data di realizzazione: [---] Cole Trisiclii d(e) Castign(ano) (?) [---] suor(um) mortuor(um) [---] die XV è---? Mensis] octob(ris) p(er) man(us) mag(ist)ri Anto(n)uctii(?) [---s]ub an(n)o MCCCCX [---]. L’identificazione del committente con questo Cole Trisicli che, come era consuetudine, far realizzare l’opera a suffragio dei defunti (suorum mortuorum). All’indicazione del mese di Ottobre segue il nome dell’autore, Maestro Antonuccio. 2. CHIESA DI SANTA MARIA DEL BORGO La chiesa di Santa Maria del Borgo è una costruzione in stile gotico, la facciata che si apre a sud è l’unica ben visibile perché costeggiata da Via Margherita, mentre la fiancata nord si apre su un orto e l’abside ad est e la facciata ad ovest sono incassate in due strette rue. E’ di forma rettangolare in laterizio si adorna di due magnifici portali dove vi si aprono due monofore. Il portale di sinistra, l’attuale ingresso, è aggraziato da arco leggermente acuto con cornice in cotto con decorazioni geometriche: sopra l’arco è inserita una formella in cotto col Tau dei Templari. L’altro portale a destra, pure in laterizi, reca sulla chiave dell’arco lo stemma di Castignano e ai lati decorazioni varie. L’interno della Chiesa è di stile settecentesco; si presenta con un corpo a navata unica con una copertura a capriate lignee.
Un altro indizio che fa risalire la sua fondazione ai seguaci del Tempio di Cristo, è la formella di cotto a forma di Tau, segno molto in uso nel Medioevo che ricorda la Croce decussata (o di Sant’Andrea) e che rappresentava il simbolo dell’Ordine militare e cavalleresco dei Templari, inserita nel portale d’ingresso della Chiesa. 2.1 LA TORRE CAMPANARIA La Torre campanaria ha dimensioni Mt. 5,00 x 4,00 x 26,00 d’altezza e presenta due celle campanarie con quattro aperture una per lato. E’ inserita nell’ala destra della zona absidale e termina senza cuspide. La cella campanaria fu realizzata nel 1517 in seguito alla distruzione del coro trecentesco realizzato dai Benedettini. Tre cornici marcapiano girano sui lati, di cui una a media altezza e le altre due a limite dei due ordini di finestroni, aperti sui quattro lati. 2.2 GLI AFFRESCHI ALL’INTERNO DELLA CHIESA All’interno della Chiesa sono stati rinvenuti recentemente sotto all’orchestra di legno degli affreschi raffiguranti la Madonna con il Bambino, S. Antonio Abate e S. Giacomo e i cinque alla sinistra dell’ingresso principale, circoscritti ciascuno dalla propria cornice. Il primo raffigura S. Biagio, rappresentato in abito vescovile e con il pettine di ferro per cardare la lana, il secondo la Madonna con il Bambino, rappresentata con un atteggiamento molto simile alla Madonna delle Grazie dipinta da Pietro Alemanno, il terzo un Santo Vescovo rappresentato con la Mitra, il Vangelo e il bastone, forse S. Esuperanzio. Segue l’affresco raffigurante il Battesimo di Cristo, probabilmente risalente al primo 1600 e in ultimo, un S. Giacomo della Marca risalente agli anni 1420-1430. In prossimità dell’altare maggiore vi è una porta dopo la quale sulla destra è presente un altro affresco della Crocifissione, risalente, per la presenza delle decorazioni a pettine, al tardo trecento, inizi 1400. 3. CHIESA DI SANT'EGIDIO
La chiesa di Sant’Egidio è la chiesa parrocchiale sorge sul piazzale Vittorio Emanuele, fuori dal vecchio centro storico di Castignano La sua costruzione ebbe inizio nel 1643 ed ultimata pochi anni dopo. La facciata di stile neoclassico in laterizio è ripartita da quattro lesene piane e conclusa da frontone triangolare. La torre è una costruzione del 1731 mentre l’interno, ad unica navata ha subito molti rifacimenti. Nelle pareti sono presenti delle nicchie nelle quali sono addossati degli altari di legno policromo. 4. CASA BORRINI La casa Borrini al n. 70 di Via Margherita è l’unico esempio d’abitazione civile costruita a Castignano nel primo cinquecento con ariosità e gusto rinascimentale, opera di maestri vaganti che lavoravano nelle Marche per i Da Marano La facciata di stile rinascimentale in laterizio è divisa in tre ordini da due cornici marcapiano in travertino. Originariamente la casa terminava con una falda a tetto sporgente ora sostituita da un improprio cornicione e da una terrazza. La singolarità propria di questa casa è costituita dalla cornice marcapiano dell’ordine superiore; la quale all’altezza del davanzale della finestra centrale, si curva lievemente come a formare due piccole anse. I due ordini di finestre coordinate in assi recano riquadrature in travertino modanato. Due sono i portali, di cui quello di sinistra leggermente più piccolo e più semplice, di stile brunelleschiano quello al centro con fregio liscio, cornice e lunetta con archivolto ordinato. Il fregio del portale reca inciso in latino il versetto biblico: “Vanitas vanitatum et omnia vanitas” “vanità delle vanità tutto è vanità. 5. POLO MUSEALE DI CASTIGNANO Situato nel settecentesco Palazzo DeScrilli dietro la Chiesa di SS. Pietro e Paolo. Ricco di 80 icone russe e di una splendida raccolta di arte sacra. Al primo piano si possono ammirare le varie sezioni degli argenti, arredi da sacrestia, dei legni e della quadreria. Notevole la sezione delle quasi 200 medaglie papali. Al secondo piano sono collocate le icone secondo un ordine espositivo logico. Si entra in uno scenario irreale di colori e di immagini in un affascinante mondo a noi sconosciuto. Il Polo museale si collega idealmente e praticamente con gli 11 Musei Sistini della diocesi di San Benedetto del Tronto. Apertura ed orario Dal 1° luglio al 15 settembre ore 18:00 - 20:00 (chiuso il lunedì e a Ferragosto). Dopo Ferragosto durante i giorni di Templaria ore 18:00 - 23:00. Dal 26 Dicembre - 6 Gennaio ore 16:00 - 19:00 (chiuso Capodanno). Pasqua (giovedì santi - martedì di Pasqua) ore 16:00 - 19:00 (chiuso a Pasqua). E' possibile l'apertura in qualsiasi giorno dell'anno per gruppi e scolaresche, su richiesta e prenotazione: 0735/81752; 338/4279097; 0736/822083; 335/5754558. Fotografie:
Bibliografia:
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