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I CLARENI

Ordine religioso derivato dalla regola francescana, fondato dai seguaci del beato Angelo Clareno ed appartenuti ai cosiddetti frati spirituali, uno dei due ordini nei quali si scisse quello francescano all'indomani della morte del suo fondatore.

Clareno deriva dal nome Chiarino un fiume che divide le regioni di Marche e Lazio è un torrente che scende dalla Macera della Morte, sui Monti della Laga affluente del Tronto.

I Clareni praticavano la stretta osservanza del voto di povertà, secondo una rigida interpretazione della Regola non bollata redatta da San Francesco ed approvata oralmente da Innocenzo III. La loro pratica religiosa era caratterizzata da un severo ascetismo e da una vita eremitica e mendicante, condotta in piccole comunità isolate, raccolte in diversi piccoli conventi detti romitori, sparsi soprattutto sull'Appennino Umbro - marchigiano. I Clareni sopravvissero esclusivamente grazie alla elemosine e alla protezione delle vicine popolazioni ai quali erano legati spesso da legami di devozione.

Papa Celestino V concesse loro l'autorizzazione alla interpretazione in senso radicale della originale regola francescana e nel 1290 si recarono in Asia Minore come missionari ma negli anni successivi furono vittime dei processi di repressione condotti dalla Chiesa nei confronti del cosiddetto movimento dei fraticelli e molti di loro dovettero riparare in Grecia per sfuggire alla Inquisizione.

Nel 1570 i frati superstiti dell'ordine furono costretti a confluire nell'Ordine dei Minori Osservanti e ad abbandonare i loro romitori, divenuti ormai troppo insicuri anche a causa dei fenomeni di brigantaggio, violenza, saccheggio e ruberia che nel cinquecento presero a sconvolgere i territori della marca pontificia.

Furono detti anche Poveri Eremiti.

Bibliografia:

  • “Arquata del Tronto il comune dei due Parchi” di Narciso Galiè e Gabriele Vecchioni Ed. SER
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