I comuni
Arquata del Tronto
Folklore
Costumanze Capodacquesi
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LU SFUGLIA' Prima degli anni cinquanta, nelle serate autunnali successive alla raccolta del granturco, i nostri piccoli proprietari (per tradizione e per convenienza) invitano a casa a “sfuglià” i giovani compaesani di ambo i sessi. Ed è festa! Festa per i giovani, che con l’occasione potevano divertirsi ed amoreggiare e per i vecchi, che rivivevano i loro tempi giovanili attraverso i protagonisti del momento. Al centro dell’ampia cucina o di una delle stanze più spaziose, era già pronto il cumulo delle pannocchie: Ragazzi e ragazze vi si disponevano intorno seduti in maniera alternata, o secondo le simpatie reciproche: e nella fresca e famigliare atmosfera, che si protraeva spesso fino a notte inoltrata: fra barzellette, frizzi e giochi vari. Ma le sere "de lu sfuglià" avevano anche un’altra attrattiva per i giovani indubbiamente più sentita delle altre: il granoturco rosso. Sì, il tutolo coni grani rossi. Se un giovane nello spannocchiaretrovava il granoturco rosso, in forza della costumanza poteva dare un bacio alla ragazza da lui preferita. Cosa però non sempre facile, perché si dava il caso spesso che la ragazza prescelta, non lo accettava volentieri oppure faceva la smorfiosa. Allora il giovane, raramente disposta a rinunciare al proprio orgoglio di maschio, ricorreva alla maniera forte…. Aveva inizio così una spassosa colluttazione che nella maggior parte dei casi si finiva con…. Quattro gambe all’aria sul cumulo delle pannocchie; fra le risa dei più. Se alla ragazza nella colluttazione si scoprivano un po’ di gambe, allora si gridava allo scandalo. E lo scandalo c’era, e come! Guai a quella “svergognata” che s’era fatta sulletrà ammizz’a-ccasa e avì mustrate le cosse a tutti!” Il giorno dopo radio popolo avrebbe diffusa la notizia ai quattro venti. Quando i tutoli rossi erano pochi si ricorreva ai sotterfugi. Un solo tutolo, attraverso “sottopassaggi” e vie traverse, opportunamente ricoperto e rispogliato ogni volta, serviva numerosi giovani desiderosi del bacio. A tarda sera infine, spesso a lavoro ultimato, circolava ancora per la terza o quarta volta il bicchiere di vinello frizzante, di produzione locale; e questa volta, accompagnato a qualche cosa da mettere sotto i denti. Poi, in battibaleno era sbarazzata la stanza da ogni ingombro e come per incanto appariva il tradizionale organetto, per finire la serata con polke, mazurke e saltarelli a non finire; finché stanchi e non sazi, fra saluti e ringraziamenti, ognuno tornava a casa. Bibliografia:
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