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 ECCIDIO DI POZZA ED UMITO

Nella seconda guerra mondiale sui Monti della Laga Partigiani Italiani e Slavi danno vita ad una Resistenza contro l'invasore Tedesco che culmina con l'eccidio di Pozza ed Umito nell'inverno del 1944.

Dopo l’8 settembre 1943, furono aperti i campi di concentramento, soldati slavi e montenegrini, si rifugiavano sulle montagne di Umito e di Pozza. Proprio in quelle località si stavano già raggruppando i partigiani. Il capo della banda dei partigiani rifugiati a Pozza e Umito era il capitano dei Carabinieri Ettore Bianco. Agli slavi e montenegrini si erano aggiunti due inglesi e un americano. Questi furono aiutati dalle donne: erano  per lo più madri fidanzate sorelle di soldati italiani sperduti per il mondo. L’invernata del 43-44 fu terribile e il 16 marzo 1944 lassù a Pozza, i partigiani avevano organizzato regolari turni di guardia, con gli uomini all’erta nei punti strategici. C’era tanta neve in giro si pensava perciò che con quel tempo non si potesse arrischiare nessuno a salire sulla montagna. Invece, fu organizzata la spedizione composta in gran parte da tedeschi. A mezzanotte, da Acquasanta, partirono tedeschi e fascisti divisi in tre colonne per accerchiare Pozza ed Umito. Piombarono sulla località nel silenzio quando  la gente dormiva. Morirono dodici partigiani italiani, diciassette slavi, due inglesi, un americano, venti tedeschi. I tedeschi sistemarono i loro morti in un deposito e lo fecero saltare. Si portarono via solo il corpo del comandate, legato a un trono di albero, insieme ai prigionieri. Quando i tedeschi furono costretti alla ritirata per l’avanzata degli alleati, in Acquasanta avvennero episodi di violenza conseguenti a tutto quello che era successo.

 

Bibliografia:
  • Angela Latini e Antonio Rodilossi Acquasanta Terme ad Aquas progetto e stampa EuroArte S.r.l. divisione Stampa & Stampa Roma – Rimini – Milano