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LI PERA COTTE

Rinomate erano le pere di Appignano pare che questa fama sia arrivata sino a Vienna alla corte degli Asburgo per iniziativa dell’allora Nunzio Apostolico Cardinale Taliani.

Le donne appignanesi eseguivano un semplice procedimento: ogni qualità di pere è buona per la cottura ma, naturalmente ci sono i tipi più adatti. La migliore è la cosiddetta pera di S. Emidio, o pera a cipolla. Si dispongono in bell’ordine in un testo metallico, si cuociono al forno caldo e moderato (dopo la cottura del pane). Si estraggono dopo circa un’ora e ancora bollenti si ripongono in una giara di coccio che, ben avvolta con panno di lana, si lascia nella media fino al mattino seguente. Da questo momento le pere sono squisite al gusto: colore marrone scuro, uniformemente morbide e impregnate d’uno sciroppo naturale come miele.

 

 Bibliografia:
  • Appignano nella storia, nell’arte e nel folklore di Antonio Rodilossi Collana di pubblicazioni storiche ascolane XVII della Deputazione di Storia Patria per le Marche “Grafiche D’Auria”di Ascoli Piceno dicembre 1979