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Mammina PDF Stampa E-mail

LA MAMMINA

La Mammina era la levatrice. Partiva a tutte le ore del giorno e della notte, per andare a raccogliere il bambino. Questa era il verbo usato: raccogliere, dall’antico uso delle donne di far nascere il bimbo stando in piedi, con due parenti che tenevano il lenzuolo, appunto per raccogliere il piccolo. O forse il verbo è scaturito dal più antico atto del padre che doveva riconoscere suo figlio, raccogliendo da terra, dove le donne lo avevano posato, per rito.

La nostra mammina portava sempre con se la sua capace valigetta. La levatrice assisteva al parto insieme alle parenti strette della donna, le quali dicevano preghiere. Appena nato il bimbo la Mammina, religiosamente, gli faceva il primo bagno nel catino: acqua tiepida e dentro un pezzettino di pane, la palma benedetta, il sale, la monta di argento, un qualcosa d’oro, un chicco di corallo.

Il battesimo si faceva presto e fin che il bimbo non era stato battezzato, nella camera bisognava lasciar sempre acceso un lumino.

Per la cerimonia era la Mammina che prendeva il braccio il battezzato tutto infiocchettato; sulla porta di casa, alla mamma ferma a statua per salutare, la levatrice diceva: “ Me lo dai pagano, te lo riporterò Cristiano” E la mamma: “Dio lo faccia”

Il piccolo festoso corteo si avviava verso la chiesa. Ritorno a casa, alla mamma in attesa: “Me lo hai dato pagano, te lo riporto cristiano”.

“Dio lo benedica”

 

Bibliografia:
  • Da Acquasanta Terme ad Aquas di Angela Latini e Antonio Rodilossi progetto e stampa EuroArte S.r.l. divisione Stampa & Stampa Roma – Rimini – Milano;