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LA POLENTA

E’ il dolce dei poveri, l’umile piatto dell’antica famiglia patriarcale.

Il procedimento di cottura si svolgeva come un rito: nell’acqua a bollore nel paiolo (lu lapi) si versava farina di granturco e due braccia robuste mescolavano a lungo, adoperando un cucchiaione di legno.

Una volta pronta veniva versata sulla “spianatora”, al centro del tavolo, in cucina e irrorata del condimento. I famigliari, seduti attorno alla tavola, con cucchiai e forchette si servivano gareggiando alla conquista dei gustosi bocconcini (tocchi di salciccia e di costatelle di maiale) dislocati qua e là.

Bibliografia
  • Appignano nella storia, nell’arte e nel folklore di Antonio Rodilossi Collana di pubblicazioni storiche ascolane XVII della Deputazione di Storia Patria per le Marche “Grafiche D’Auria”di Ascoli Piceno dicembre 1979