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QUINTODECIMO


Il Ponte di Quintodecimo

 All’inizio tutti i ponti della Salaria erano costruiti in legno, poggiati su massi di roccia con scarsa affidabilità perché all’impatto con la piena della corrente venivano spazzati via.

Il ponte di Quintodecimo costruito a valle della Chiesa di S. Maria delle Piane fu realizzato con travature di legno e nel 1516 venne spazzato via dalla furia della corrente. Per circa un secolo si passò il fiume a guado, ma spesso dei coraggiosi viandanti vi annegavano. Per il trasferimento delle merci da una riva all’altra fu legata una robusta fune al campanile della chiesa delle Piane, fino ad un vigoroso albero ubicato nella riva opposta.

Negli anni che seguirono furono eseguite numerose ricostruzioni in legno. Finalmente nell’aprile del 1622 viene stabilito dal Consiglio ascolano che il ponte di Quintodecimo si rifà in pietra su modello fatto dall’architetto Celso Saccoccia. Il ponte realizzato con conci di materiale arenario, squadrati e bugnati alla perfezione e ad unica ampia campata, sta ancora a dimostrare la sua robustezza e la sua staticità.

 

Chiesa di Santa Maria delle Piane

 La chiesa di Santa Maria delle Piane era la Pievania del Sindicato di Quintodecimo era la Chiesa Madre che rappresentava le numerose Ville che erano sotto la sua giurisdizione. Essa è stata realizzata dai famosi “maestri lombardi”, mentre il suo interno fu restaurato nel 1908 dal pittore Augusto Mussini, frate minore dei Cappuccini presso il Convento di Ascoli Piceno chiamato dal curato Don Paolo Rossi ospitato dalla famiglia Mirti.

In antico veniva chiamata S. Maria de plebano in Villa Quintodecimo oppure dell’Annunciazione come lo rivelano alcune visite pastorali del Camaiani (1571) e del Maremoti (1573).

La chiesa si presenta ad un'unica navata terminate con un abside  semicircolare con tetto a capriate mentre nei muri laterali si possono ammirare il battistero, un finto pulpito ligneo, il vecchio tabernacolo del 1599 vicino l’ingresso delle sacrestia, un bel crocifisso in legno sull’altare maggiore, il presepio permanente sulla parete di destra la cantoria sopra l’ingresso.

La prima cosa che colpisce è il grande affresco della Crocifissione, dipinto sopra l’arco trionfale, circondato dal gregge di pecorelle bianche con l’agnellino pezzato nel quale il pittore ha creduto di identificare se stesso. Da un lato del Cristo in Croce, c’è l’Arcangelo Gabriele, dall’altro la Vergine nell’atto dell’Annunciazione. I colori sono tenui, delicati, soffusi, c’è in tutta la pittura, aria di Paradiso.

Sotto il Crocifisso e il suo gregge balzano le due grandi figure umane di Adamo ed Eva. L’alto concetto dell’affresco è la redenzione del genere umano.

Augusto Mussini dipinse nudi Adamo ed Eva, il parroco si ribellò, Mussini dovette obbedire, buttò giù a pennellate rabbiose i perizomi  ai nostri progenitori e lasciò il paese e lasciò ai suoi allievi il compito di finire il lavoro. Questi invece semplicemente ornarono la volta con i ricami oggi esistenti. 

Il Mussini tornò a Quintodecimo sono nel 1912 per dipingere le pale d’altare che si trovano sugli altari laterali: Si tratta in realtà di due trittici nell’altare di sinistra affrescò il destro raffigurando al centro la Madonna del rosario con il Bambino e Sant’Anna e ai lati San Luigi Gonzaga e Sant’Antonio da Padova, ed il secondo raffigurando al centro “l’Assunzione dell’Immacolata ed ai lati Sant’Agnese e Sant’Eurosia:

L’ultimo lavoro dell’artista in paese fu il “Battistero di Gesù Cristo” in finto graffito sopra il battistero

Chiesa del SS. Crocifisso

Anticamente chiamata S. Maria della Forcella, è costruita interamente in pietra arenaria ed incorpora uno stupendo portale del 1562 del maestro lombardo che lavorò il portale di San Martino. Al suo interno oltre il vecchio Crocifisso c’è la statua di San Giovanni, opera molto espressiva in accesa policromia, mentre manca la statua della Madonna, trafugata. La crocifissione è di legno, di art marchigiana con richiami di arte abruzzese del XV secolo. Il “ciborium” è n pietra con tetto liscio a cuspide sulla facciata. Poggia su quattro colonne i marmo con basamento rialzato e capitello di stile grezzo. Sulla fascia perimetrale si legge in latino 2 ti adoriamo in quello castello” e nella sua volta, divisa a crociera, si possono ammirare i 4 evangelisti dipinti in epoca vicina a quella del portale. Il campanile annesso è del 1884.

Ai lati dell’altare ci sono ancora dei doni che una volta si portavano in offerta. Qui, davanti a questo Crocifisso, una volta venivano a far ribenedire la camicia del malato grave, venivano dai pesi vicini e lontani e la camicia la portavano sette razze senza macchia. La camicia benedetta profuma d’incenso e di preghiera, si fa indossare la morente. il soffitto, con volte a crociera, ricostruito intorno al 1570 dopo un crollo completamente bianco.

 

Chiesa di San Vincenzo

E’ la chiesetta che si trova sulla Strada Salaria. Molto semplice all’interno, incorpora esteriormente una graziosa campana.


Fotografie:

  • Foto 1 Il Ponte di Quintodecimo (foto Alessandra Porri);
  • Foto 2 Chiesa di Santa Maria delle Piane (foto Alessandra Porri)

Bibiografia

  • Alberto Regoli “Cenni Storici sugli antichi Castelli del territorio Acquasantano sedi amministrative dei Sindicati”;
  • Angela Latini e Antonio Rodilossi Acquasanta Terme ad Aquas progetto e stampa EuroArte S.r.l. divisione Stampa & Stampa Roma – Rimini – Milano;
  • Cristiano Pesci “Il Castello di Quintodecimo” Grafiche Fioroni di Casette d’Ete 1998 pag. 15-19.