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RIPABERARDA

Coordinate: 42°55′N 13°36′E 42.923, 13.601

Altitudine: 465 m s.l.m.

Nome abitanti:

Prefisso telefonico: 0736 CAP: 63072

Posizione: è un ex comune italiano della provincia di Ascoli Piceno, oggi frazione di 537 abitanti di Castignano. Fronteggia il capoluogo (dal quale dista circa 7 km) da oltre la valle del torrente Chifente, circondata da profondi calanchi alle falde del Monte Ascensione.

Toponimo: sono state fatte diverse ipotesi Alcune ne attribuiscono la fondazione ad un certo Bernardo Ripa da qui il nome di Ripaberarda, feudaraio che, per sottrarsi al flagello delle invasioni gotiche, si sarebbe rifugiato con i suoi su questo colle. Secondo altri la sua fondazione sarebbe avvenuta ad opera di Enea da qui il soprannome de “La Troia”.

Su questo soprannome sono state fatte varie ipotesi:

  • da turo parola di origine anatolica che significa cittadella fortificata;
  • da “tranus” parola di origine etrusca che significa trono;
  • da “Trojo” parola di origine latina che significa strada.

Luoghi di interesse: Tra le costruzioni di maggior interesse storico ci sono: 

1. IL CAMPANILE

Un’ altro monumento interessante a Ripaberarda è il campanile fu opera di rivalità contro Castignano, i cui campanili di San Pietro e di S. Maria del Borgo, anch’essi opera di maestri lombardi appaiono più piccoli di fronte a questo che misura ben 48 metri. di altezza. I caratteri architettonici e stilistici del campanile mostrano chiaramente come esso sia da mettersi in un sol gruppo con le torri campanarie delle cattedrali di Teramo ed Atri e delle Chiese di Campli e Corropoli. opera di Antonio da Lodi.

Il campanile si erge con fusto cubico, ingentilito di lesene che sono poste ai quattro angoli. I primi tre piani  ci sono delle feritorie, l’ultimo è destinato alla cella campanaria, ove si aprono quattro monofore a cornice, in stile rinascimentale. Nell’ottagono terminale su cui si erge la cuspide si eleva sul fusto quadrato L’ottagono si divide in due piani: nell’inferiore vi sono le finestre ad arco a pino centro , nel superiore otto occhialini dalla cornici a grandi smussi e agli angoli lesene,  che in alto si risolvono in archetti pensili. Le cornici terminali degli ottagono sono composte di archetti a arco acuto: quattro pinnacoli si elevano ai quattro angoli del fusto. Ad ingentilire la bellezza della costruzione  concorrono le maioliche di colore azzurro, incastrate intorno agli occhiali e in mezzo agli archetti.

In passato vicino al campanile si ergeva la chiesa parrocchiale di Sant’Egidio che ha causa del continuo erosione del terreno fu demolita.

2. GLI ATTERRATI

Percorrendo la strada che collega Ripaberarda e Appignano del Tronto si possono incontrare alcune tipiche costruzioni di “atterrati”.

Gli atterrati sono un particolare tipo di costruzioni fatte dai poveri con un impasto di terra melmosa, paglia e ciottoli. Talvolta veniva usato anche del letame. Si cominciava formando grossi blocchi d’impasto che venivano poggiati uno sopra l’altro fino all’altezza di un metro circa. Poi, per qualche giorno, si sospendeva il lavoro per far seccare la parte di muro già fatta. Poi si ricominciava elevando un altro metro di muro e così via fino ad arrivare al primo piano. In seguito si mettevano in opera le travature ed il pavimento fino ad arrivare al tetto che veniva realizzato con un graticcio di canne poggiato sulle travi su cui si stendeva il solito impasto di terra e paglia sopra il tutto si collocavano le tegole per difendere il tetto dalle intemperie. Terminata la costruzione si procedeva all’imbiancatura delle pareti che veniva eseguita con intonaco di gesso e calce.

 

Bibliografia:

  • “Gli atterrati di Ripaberarda” di Franco Moranti Flash Anno IV n. 63 giugno 1983
  • Da “Il bel campanile di Ripaberarda” di Riccardo Gabrielli Vita Picena 11 Marzo 1933
  • “Vita Picena del 18 gennaio 1935 n. 49
  • “Castignano Storia – Cultura – Tradizioni”di Secondo Balena e Antonio Rodilossi ed. il Segno Negrar Verona