I comuni
Castignano
Storia
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E' tradizione che il nome "Castignano" derivi dai meravigliosi castagneti e tale ipotesi si ritiene la più attendibile, visto che l'albero del castagno troneggiava nella piazza principale del paese, figura nel civico stemma e tuttora si erge imponente nel giardino della sede municipale in Via Margherita. Alcuni vogliono invece che tale denominazione derivi dalla castità dei costumi dei primi abitanti, altri, ancora, sostengono che il nome derivi dal Console romano di nome Castino (424 a.C.), fondatore del Paese. L’ età della pietra Sono molti i reperti ritrovati nel territorio di Castignano oggetti che ora si trovano nei musei d’Ascoli Piceno, Offida e Ancona. Si tratta d’oggetti d’uso quotidiano come un coltello trovato dall’Allevi di pietra silice bigia, coperto da patina lattiginosa che alle due estremità finisce a mezzo tondo d’epoca aurignaziana. L’ età del bronzo All’inizio del II millennio, in concomitanza con una nuova espansione delle genti tirrene d’origine Egea, nella penisola italica, cominciarono a verificarsi gli sbarchi di piccoli nuclei dediti in massima parte al commercio e alla ricerca dei metalli. Erano portatori del bronzo, con loro si chiudeva l’età della pietra. Contemporaneamente, considerato il loro lungo girovagare nella parte meridionale della penisola, avevano tessuto le prime trame di un antico linguaggio nel quale figuravano già elementi indoeuropei. Nel territorio sono presenti tombe ad inumazione, il che significa che prevalevano i costumi del sostrato mediterraneo. Nei secoli successivi cominciò la calata delle popolazioni nordiche che provenivano dall’Europa Centrale ed erano di tradizione indoeuropea soprattutto erano un popolo molto diverso soprattutto nel rito dell’incenerazione dei cadaveri, giacché gli Indoeuropei bruciavano i loro morti in omaggio al cielo ed al “sole rigeneratore” mentre i Mediterranei, legati al concetto della madre – terra, li sotterravano. Gli Asyli, una popolazione anteriore al mille d’origine egeo - anatolica s’insediò nel nostro territorio, sono coloro che avrebbero dato il nome sia ad Ascoli Piceno che al fiume Aso. All’inizio della civiltà del ferro verso l’ VII secolo a.c. si era verificato il fatto nuovo: la discesa dei Sabini. Una Tribù Sabina sarebbe calata nella vallata del Tronto, portavano sulle insegne il “Picchio” uccello sacro a Marte, che avrebbe dato il nome alla tribù ed a tutta la zona chiamata “Piceno. La Vicenda è chiamata “Primavera Italica” secondo le quali un nuovo ceppo delle popolazioni interne veniva obbligato alla occupazione di altre terre. Testimonianza di un antico passato è la "Stele di Castignano", rinvenuta nel territorio castignanese, con iscrizione picena datata VI sec. a.C.: è uno dei pezzi più pregiati del Museo Archeologico di Ascoli Piceno, dove è conservata. E' stato, di recente, eretto il monumento alla "Stele di Castignano", nei pressi della Piazza V. Emanuele, con una copia della stessa, vanto dei Castignanesi. E' un masso di arenaria ed ha la forma di un cippo rozzamente piramidale tronco, a quattro facce, alto poco più di un metro con l'iscrizione bustrofedica (si legge alternativamente da destra a sinistra, da sinistra a destra) e rappresenta la prima e più antica iscrizione di alfabeto italico (esempio di scrittura sud-picena più completa). Tra le diverse interpretazioni, la traduzione più condivisa dagli esperti è la seguente: "Questa difesa innalzarono gli Appaei ai loro mani, se qualcuno osa profanare questo luogo del padre e della madre commette sacrilegio". L’ età romana Castignano fece parte della Lega Picena, nel periodo che va dal IV al I secolo a.C.. La storia dice che i momenti fondamentali di queste vicende furono: la penetrazione sabina ed i primi contatti delle genti delle nostre colline con gli uomini provenienti dalla montagna, avvenuti lungo l’asse della Strada Salaria, la ribellione dei Piceni e l’espansione romana del 269 a.C. con la guerra italica del 89 – 91 a.C.. Il motivo principale perciò scoppiò la guerra italica era la cittadinanza “romana” questo consisteva in alcuni privilegi che solo i cittadini romani avevano. La guerra fu vinta da Roma ed Ascoli seguì le sorti di Roma come “municipium” entrando a far parte della tribù Fabia ed ebbe giurisdizione su tutta quella parte dell’antico territorio che non era diventata “ager pubblicus”. Nel ’49 a.c. la città picena fu dalla parte di Cesare contro Pompeo. Nel periodo augusteo le località castignanesi fecero parte del “ager picenum con città principale Ascoli; entrarono poi a far parte con l’ordinamento provinciale del III secolo d.C., della provincia “Flaminia et Picenum”, fino a quando nel V secolo d.c. furono incorporate nella provincia autonoma di cui la città del Tronto diventa sede del governatore. Castignano, subì tutte queste variazioni istituzionali, fu introdotta una colonia latina. La costruzione di case coloniche sparse, fu una conseguenza dell’assegnazione di terre mediante centuriazione metodo di divisione della terra secondo uno schema che ricorda l’accampamento militare romano, il termine deriva dal gergo militare “centuria”, con tanto di decumani e cardi che incrociandosi formavano appezzamenti quadrati o rettangolari con un lato che misurava una centuria (settecento metri) o due centurie. Il medioevo Quando l’impero Romano cadde e con esso si sgretolò tutta l’organizzazione civile romana, il Piceno rimase in balia delle onde. I barbari si erano affacciati nel Piceno con Alarico intorno al 410 ed una tradizione popolare narra che i Visigoti, vi erano stati cinque anni in cui pur non riuscendo ad espugnare Ascoli, si erano insediati nel territorio. Il paesino, intorno all'anno 1000, era di ragguardevole estensione ma, a causa della sua posizione in declivio fra il fiume Tesino ed i torrenti Chifente e Acquachiara sia della natura argillosa del terreno, metà dell'abitato sprofondò. Venne così a crearsi l'alto dirupo a sud, fortificato con l'imponente muraglione con tredici arcate che oggi costituisce una delle principali caratteristiche del panorama. Altre devastazioni hanno poi subito nel tempo per effetto di frane e di terremoti (nel 1335, nel 1574 e nel 1717) e, più di recente, per i terremoti del 1913 e del 3 ottobre 1934. Nel secolo XI Castignano entrò a far parte del presidiato dei Farfensi per passare, più tardi, sotto l'autorità del Vescovo d’Ascoli. Un dominio, quello di Ascoli, mai accettato dai Castignanesi che intrapresero dure lotte e rivolte popolari per riconquistare la propria autonomia, alleandosi con Fermo, altra rivale di Ascoli. Tra il 1369 ed il 1380 Castignano subì anche la breve, ma dura, tirannia di Boffo da Massa. Intorno al 1400, passò sotto la giurisdizione della Corte Romana e, appena un secolo più tardi (1493), ritornò sotto il dominio di Ascoli per mano del papa Alessandro VI che vendette il territorio del Comune per 3000 scudi. Nel 1530, su disposizione del papa Clemente VII, fu distrutta la rocca di Castiglioni, eretta dagli ascolani per controllare Castignano. Le lotte terminarono nel 1535 quando Michele Recchi, mandato a Perugia per onorare la causa dei Castignanesi presso il papa Paolo III, fu ucciso proprio davanti al Palazzo dei Priori dove il papa risiedeva, dall'ascolano Astolfo Guiderocchi junior, inviato a sostenere, dall'altra parte, i diritti di supremazia giurisdizionale di Ascoli. In seguito a tale misfatto, il papa, nel 1538 restituì definitivamente l'indipendenza ai Castignanesi. La decisione di Paolo III fu poi ribaltata nel 1550 da Giulio II quindi a Paolo IV nel 1555 e 1560, nonché nel 1574 da Gregorio XIII. Dal 1600 ad oggi Nel 1585, Sisto V rese Castignano - capoluogo libero anche dal potere temporale del Vescovo di Ascoli ponendolo sotto la giurisdizione della Diocesi di Montalto Marche. La frazione di Ripaberarda e la contrada Castiglioni rimasero sotto la Diocesi di Ascoli, situazione che permane tuttora. I Castignanesi ottennero, in quel periodo, diversi privilegi dal papa e nel 1590 compilarono lo statuto. Facevano parte della Diocesi di Montalto anche Ripatransone, Cossignano, Force Moltelparo, Montegallo, Montemonaco, Montefiore, Montefortino, Montedinove, Monterubbiano, Offida, Patrignone, Porchia, Rotella e Santa Vittoria. Sotto Napoleone Castignano entrò a far parte del Regno d'Italia nel cantone di Montalto, ma nel 1815 venne di nuovo inglobato nella Delegazione Apostolica di Ascoli. Nel 1860 i Castignanesi votarono in modo compatto a favore del Regno d'Italia e furono i primi ad innalzare il vessillo nazionale. Nei nostri giorni c’è da registrare un evento catastrofico il 3 ottobre 1943 ci fu una violenta scossa di terremoto che squassò il paese. Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, gli abitanti dei paesi di crinale, al richiamo della crescita impetuosa e diffusa dell'imprenditoria manifatturiera, sono scesi a valle e si sono disseminati prepotentemente, senza tuttavia soppiantarla, su una base agricola che ha negli uliveti, nei vigneti, nei filari di frutta, nei campi ad ortaggi e, all'interno, nei boschi di castagni, faggi e rovi, generosi di funghi e tartufi, solide basi per guardare al futuro. Visitare il Piceno secondo l'articolarsi di crinali e di valli è la scelta migliore per apprezzare nel contesto più appropriato luoghi d’arte e di fede, valenze paesaggistiche e tradizioni, tipicità produttive e specialità gastronomiche. E' anche l'occasione per immergersi in itinerari e percorsi non usuali, carichi d’interessi e suggestioni. Bibliografia:
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