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Acquasanta Terme
Natura
Terme di Acquasanta Terme
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LE TERME
Perché son calde e sì fervente l’acque che vengono sotto terra, dalle vene? O, quanta l’ignoranza mi dispiaque, veggendo da Viterbo il Bulicano, el bagno da Pozolo come viene, e l’Acqua Santa nostra fia gnano” (Acerba – libro IV cap. V) Furono naturalmente gli uomini della preistoria a scoprire la sorgente di acqua sulfurea che sgorgava accanto al fiume dagli spechi della roccia e nel fiume confluiva a confondere il suo colore opalino nelle acque verdi del Tronto. Le Terme da principio si trovavano più vicine alla località dove ora sorge Santa Maria: a documento e testimonianza, ci sono importanti ruderi e pubblicazioni in proposito. Attorno al nono secolo un cataclisma distrusse le Terme, sprofondò la polla di acqua sulfurea, ora rimasta ad un avaro filo che s’immette nel Tronto nelle vicinanze di Santa Maria. Il primo a citare le Terme di Acquasanta fu Tito Livio quando riprese le parole del console romano Caio Planco nell’anno 708 dalla fondazione di Roma Costui affetto da grave morbo, dopo aver praticato molti bagni minerali in Etruria, qui solamente ritrovò la sua perduta salute; onde preso da entusiasmo solea chiamare “fortunata la gente ascolana e sconosciuta alla morte potendo prolungare a suo talento la vita mercé di questi prodigiosi lavacri minerali” qui si fermò da giovane Carlo Magno nell’anno ‘800 prima di essere incoronato a Roma Imperatore del Sacro Romano Impero da Papa Leone III. Passarono i secoli prima di arrivare alla prima pietra: millenni. Allora, c’era solamente l’Antro, la gran pozza naturale dove l’acqua si raccoglieva per poi andarsene verso il fiume a larga corrente spezzando in schiume bianche e ridenti. Passarono i secoli prima di arrivare al complesso dello stabilimento bagni di oggi.
Accanto alla piscina si apre ora la galleria che porta alla Grotta Sudatoria, naturale, dove la gente può respirare vapori di zolfo. Questa immensa Grotta sudatoria, fu scoperta attorno alla metà del 1800 dallo stesso scienziato ascolano che studiò le alghe, Antonio Orsini. All’inizio della Grotta non c’è l’acqua a fontana, solo il laghetto dove però l’acqua è smossa da un ribollio quieto quieto. La sorgente viene giù dalle giogaie del Maularo, sotto terra, a fiume; attraverso i millenni scavò proprio sotto Acquasanta, formando le grotte. La galleria per arrivare alla Grotta sudatoria, è stata aperta solo ai primi del ‘900. Scavando, gli operai, spaccarono la parete e aprirono alla luce una piccola grotta con stalattiti e stalagmiti. Il 4 agosto 1779 fu decisa la costruzione del secondo edificio da adibire a camerini su progetto dell’architetto ascolano Lazzaro Giosafatti. Il documento riporta i particolari del progetto esprime la considerazione di dover lasciare nell’area “un sito sufficiente per dare il comodo alle povere donne e altre persone, che ci portano a curare le bindelle, acce, filari e panni” poiché l’edificio doveva essere costruito sempre in riva al Tronto, nel luogo dove appunto si sbiancavano i panni grezzi tessuti a mano, bagnati nell’acqua del fiume e messi poi ad asciugare al sole di luglio o agosto. Dopo questo lavoro, si ritenne inoltre opportuno di corredare la piscina di un palazzotto per gli uffici di direzione, per gli ambulatori per le sale di svago dei bagnanti: lo stabilimento vecchio. In tempi più recenti, sono state demolite le costruzioni per i camerini e il mulino, poi si costruì lo stabilimento nuovo. Nel primo tempo per le Terme, la natura ebbe il predominio, poi Acquasanta divenne prima Castello dello Stato di Ascoli in seguito Podesteria e le Terme furono amministrate da questa città. Gli statuti di Ascoli, datati 1377 fanno ampia testimonianza. Tra il 1400 e il 1500 il bagno fu affittato a privati sempre dallo Stato di Ascoli con l’obbligo di apportare miglioramenti. Dopo il 1500 e fino agli anni 1700 le Terme furono molto trascurate anche se rimanevano ancora sotto l’amministrazione di Ascoli Piceno. Con il Regno italico instaurato in Italia da Napoleone Bonaparte, le Terme passarono al Demanio che le mise in vendita. All’asta, le Terme nel 1812 furono acquistate dal Conte Giorgio Jackson Centini e rimasero in mano alla famiglia Piccolomini Centini per lungo tempo: il nonno Jackson, il figlio Giovanni che fece costruire la strada rotabile (1858), il nipote Orazio Piccolomini. Fu proprio quest’ultimo che fece innalzare il fabbricato dello stabilimento dello stabilimento attiguo alla Piscina. Dai Piccolomini, le Terme passarono di proprietà a Nicola Trocchi il quale vi fece apportare migliorie rilevanti. Dai Trocchi, le Terme, divennero proprietà di una società composta per lo più da Ascolani presieduta da Francesco Merli. Fu questa Società che iniziò la costruzione dello stabilimento nuovo che non fu poi portato a termine, così che le Terme furono rilevate dall’Istituto per la Ricostruzione Industriale e vendute all’attuale società S.A.N.T.A.. Trattamenti - Cura delle infiammazioni dell'apparato locomotore. Trattamenti specifici di antroterapia per la prevenzione delle malattie dell'apparato respiratorio. Fangoterapia. Trattamento delle malattie del ricambio e delle malattie dermatologiche. Bibliografia:
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