I comuni
Appignano del Tronto
Artigianato e Tradizioni
Tradizioni legate al ciclo dell'anno liturgico
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TRADIZIONI LEGATE AL CICLO DELL’ANNO LITURGICO L’Epifania La prima festa dell’anno è l’Epifania il 6 gennaio. Nella sera della vigilia si va in giro cantando la “pasquella” da parte di comitive di giovani e d’adulti. Agli improvvisati cantori le famiglie che i accolgono regalano fichi secchi, uova, formaggio, salami e polli. Tutti cantano la “pasquella” “ La pasquella di Natale dà principio a carnevale carnevale è un allegria buona Pasqua ed Epifania Vuoccela fa, vuoccela fanu civme da camminàe faccela lesta, lesta, lestache c’accoghie la tempestae faccela spicca, spicca, spiccache c’accoghie la neguiccia!" La Candelora Il 2 febbraio è la festività della Candelora. E' considerata comunemente il termine prossimo dell’inverno “Alla Candelora, dell’inverno seme fora”. Per la cerimonia religiosa della benedizione della candele le chiese parrocchiali si affollano di fedeli, provenienti specialmente dalla campagna. Al termine della messa, i parroci distribuiscono alle singole famiglie una candela grande per il capo di casa ed altre più piccole, una per ciascun membro. La candela benedetta, ricevuta con devozione è serbata in casa come oggetto sacro e si accende in determinate circostanze. Pezzetti di candeline benedette, a forma di croce, sono collocati all’interno dalla porta d’ingresso, di finestre, nelle camere da letto, nelle stalle, sulle croci infisse in mezzo ai campi. Carnevale L’inizio del Carnevale era fissato ufficialmente al 17 gennaio Immancabili in ogni tavola i gustosi ravioli. A mezzanotte del “martedì grasso” la campana grande della torre di S. Giovanni annunziava la morte del carnevale e l’inizio della quaresima. La Quaresima Cessate le baldorie di carnevale, il mercoledì delle ceneri ha inizio la quaresima, periodo di 40 giorni in preparazione della Pasqua. Nel corso della celebrazione della messa, si va a ricevere le ceneri (ricavate dal bruciamento delle palme dell’anno precedente), imposte sul capo dal sacerdote con la formula ammonitrice: ricordati, o uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai” La Settimana Santa Gli avvenimenti più rilevanti sono la passione e la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. Nella domenica delle palme i contadini portano in chiesa fasci di palme per farli benedire dal parroco e poi partecipare alla processione. La palma benedetta, ritenuta cosa sacra, sarà posta sulla croci infisse nei campi, sugli alberi per tenere lontane le tempeste, sulle serre di grano sul culmine dei pagliai, a capo del letto su cornici di immagini sacre, dietro le imposte delle finestre, alle porte delle stalle; un ramoscello rimarrà accanto all’acquasantiera posta a capo del letto. Prima della recente riforma liturgica operata dal Concilio Vaticano II, il mercoledì santo si dava inizio in chiesa alla lettura in latino delle Ufficiature, riservata ai maggiorenti del paese: vi partecipavano i ragazzi per eseguire le battiture con i loro bastoni sul pavimento. Al termine della recita serale del Mattutino, che ricordavano la flagellazione di Gesù. Nei giorni della settimana santa, le donne erano impegnate p in casa per le pulizie pasquali. Il giovedì Santo, dopo il “gloria “ della messa celebrata nella mattinata, si legavano le campane che restavano mute in segno di lutto fino alla messa del sabato santo. Il suono delle campane era sostituito dal frastuono delle ciòccole agitate da un nugolo vociante di ragazzi che pattugliavano le vie del paese per annunciare a voce spiegata e ritmata l’orario delle sacre funzioni. In tali giorni vi era che faceva il digiuno fino al sabato santo. Nel pomeriggio si svolge un pellegrinaggio per la visita ai cosiddetti “sepolcri” allestiti nelle chiese parrocchiali in un tripudio di addobbi, luci e fiori. Il Venerdì Santo si assisteva alla “Processione del Cristo Morto”. All’imbrunire la locale banda musicale per le vie principali del paese portavano la bara del Cristo Morto, drappeggiata di velluto nero, preceduta dalle Confraternite. Il Sabato Santo si slegavano le campane che tornavano a suonare per annunciare la risurrezione del Salvatore e il prete passava per le case a benedire. La Pasqua A Pasqua si faceva grande uso della uova lesse il cui guscio si colorava in rosso, azzurro, verde e giallo. Quest’ultimo colore si otteneva mettendo le uova a bollire insieme a bucce di cipolle, mentre al color rosso la tradizione popolare attribuiva il potere di annullare qualsiasi influsso malefico. Con le uova lesse era diffuso l’uso della “scuccètta”. Un giocatore teneva nel pugno un uovo, mostrandone appena l’orlo superiore; l’altro, pure con l’uovo in mano, percuoteva con la punta su quello del compagno, prima leggermente, pio a colpetti sempre più fitti e forti finché non si rompeva. Il vincitore intascava l’uovo rotto del compagno e andava in cerca di altri giocatori e di altre vincite. A conclusione delle feste pasquali, il Martedì di Pasqua si celebra la festa della S. Croce venerata nella chiesa di S. Michele Arcangelo o dei Frati. Festa dell’Assunta E' la festa di mezz’agosto (15 Agosto). Nei dieci giorni prima dopo cena, folte schiere di gente si muovevano dal paese alla volta della chiesetta di S. Maria Assunta, sul pian santo, recitando il Rosario e cantando inni in onore della Vergine con la processione delle canestrelle, cioè l’offerta delle famiglie contadine alla chiesa di diversi quantitativi di grano contenuti in canestri di vimini e caricati sulla testa da giovani contadine. L’uso della canestrelle è molto antico: si riallaccia all’epoca dei Farfensi quando nel giorno dell’Assunta, gli affittuari della grandi proprietà farfensi pagavano il censo, deponendolo sull’altare di S. Maria Assunta. La Madonna di Loreto Il 9 dicembre la popolazione accende dei grandi fuochi alimentati da paglia e sterpaglie. Sono accesi in onore della Vergine Laureano per illuminare il cammino della Casetta della dolce Signora che arriva da lontano con Gesù fra le braccia. La Festa di chiusura dell’anno vecchio Verso le 23:30 un corteo funebre comincia il suo giro per le vie del paese. una fila di ghirlande precede la banda ; fiaccole accese rischiarano il passaggio del gran sacerdote il quale officia il funerale; segue l’enorme pupazzo di cartapesta raffigurante l’anno vecchio. Subito dopo viene il carro funebre tutto pennacchi neri, tirato dal somaro. Sul carro vi è la bara che dovrà accogliere le spoglie dell’anno agonizzante che a mezzanotte sarà bruciato. |